BESS, biomasse e sicurezza energetica della Sardegna: Sardinia Bio Energy al centro della transizione del sistema elettrico
Cagliari, 14 luglio 2026 – Il futuro del sistema elettrico della Sardegna, la sicurezza della rete e il ruolo delle tecnologie di accumulo sono stati al centro del convegno “BESS come infrastruttura di sistema: tecnologia, autorizzazione, mercati e operation”, organizzato da AEIT Sezione Sarda e svoltosi il 13 luglio presso l’Aula Magna della Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Cagliari.
L’incontro ha riunito rappresentanti delle istituzioni, di Terna, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – MASE, dell’Università e dell’industria per discutere il ruolo crescente dei BESS – Battery Energy Storage Systems nella sicurezza, nella stabilità e nella flessibilità del sistema elettrico.
Tra gli interventi della giornata, Simone Micheletti, Amministratore Delegato di Futura Group, ha presentato il progetto Sardinia Agro Solar Energy a Pimpisu, nel Comune di Serramanna, impianto agrivoltaico avanzato integrato con un sistema di accumulo a batterie.
Il progetto comprende 40,8 MW di potenza agrivoltaica, un BESS da 19,8 MW con una durata di 2,4 ore e una connessione complessiva alla rete da 50 MW.
Per il territorio di Serramanna, Sardinia Agro Solar Energy si inserisce in un ecosistema energetico nel quale è presente anche Sardinia Bio Energy, centrale elettrica alimentata a biomassa solida vegetale e attiva nella produzione di energia rinnovabile programmabile.
Accumulo e fonti programmabili: tecnologie diverse per la sicurezza della rete
La transizione energetica pone una sfida che va oltre il semplice aumento della capacità installata da fonti rinnovabili.
Con la progressiva crescita del fotovoltaico e dell’eolico, il sistema elettrico ha bisogno anche di flessibilità, capacità di accumulo e produzione programmabile, affinché la maggiore penetrazione delle rinnovabili possa essere accompagnata dalla stabilità e dalla sicurezza necessarie al funzionamento della rete.
In questa prospettiva, sistemi BESS e impianti rinnovabili programmabili come quelli alimentati a biomassa possono svolgere funzioni differenti e complementari.
Le batterie consentono di accumulare energia e renderla disponibile in momenti diversi rispetto a quelli della produzione. Gli impianti a biomassa, invece, possono produrre energia elettrica in maniera programmabile, contribuendo alla continuità della generazione da fonte rinnovabile.
È proprio questa complementarità tra fotovoltaico, accumulo e fonti rinnovabili programmabili a rappresentare uno dei temi più rilevanti per il futuro energetico della Sardegna.
Terna, MASE, Regione Sardegna e industria a confronto sul futuro dei BESS
Al convegno AEIT sono intervenuti rappresentanti di primo piano del sistema energetico e istituzionale italiano.
Tra questi, Giuseppe Corrente del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – MASE, Marco Turchiano e Rosario Maria Polito di Terna, Germana Cassar di DLA Piper, il professor Gaetano Armao, Presidente della Commissione Tecnica Specialistica per le autorizzazioni ambientali della Regione Siciliana, e Nuria Liang di BYD.
La tavola rotonda conclusiva ha visto inoltre la partecipazione di Emanuele Cani, Assessore dell’Industria della Regione Autonoma della Sardegna, del professor Fabrizio Pilo dell’Università degli Studi di Cagliari e di Federico Quaglia di Terna.
Il confronto ha evidenziato la centralità dei sistemi di accumulo per l’evoluzione del mercato elettrico e per la gestione di una rete caratterizzata da una crescente presenza di fonti rinnovabili.
La Sardegna come laboratorio della transizione energetica
Per un sistema elettrico insulare come quello della Sardegna, i temi della sicurezza energetica, della flessibilità e dell’adeguatezza della rete assumono una rilevanza particolare.
La presenza sul territorio di impianti fotovoltaici, agrivoltaici, sistemi di accumulo e centrali alimentate da fonti rinnovabili programmabili rappresenta un patrimonio industriale e tecnologico che può contribuire alla costruzione di un sistema energetico meno dipendente dalle fonti fossili importate e maggiormente resiliente.
Sardinia Bio Energy, attraverso la propria centrale di Serramanna, rappresenta un esempio concreto di produzione elettrica da fonte rinnovabile programmabile radicata nel territorio.
Lo sviluppo di Sardinia Agro Solar Energy, con la sua integrazione tra agrivoltaico avanzato e sistema BESS, aggiunge un ulteriore elemento a questo ecosistema energetico.
La sfida dei prossimi anni sarà fare in modo che queste tecnologie non vengano considerate separatamente, ma come componenti complementari di un sistema elettrico capace di garantire contemporaneamente decarbonizzazione, sicurezza energetica, stabilità della rete e sviluppo industriale del territorio.














